La «rinomatissima» Fiera di Santo Stefano a Capua

Il giorno di Santo Stefano è molto caro ai capuani. Nella giornata del 26 dicembre e nei giorni attorno a questa data, fino a un trentennio fa, a Capua in provincia di Caserta si svolgeva la famosa Fiera di Santo Stefano. Era questa una tappa fissa di ogni anno, alla quale era possibile acquistare animali (ricordo la miriade di maiali), ma anche tante altre cose. Nel 1752 Francesco Granata descriveva la «rinomatissima» fiera «nella quale, oltre alle cose, che vengono a vendersi, si fa specialmente negozio di porci, impinguati in grossezza smisurata».

Le origini della fiera sono da ricercare nel XIII secolo, quando nel 1290 il re di Napoli Carlo II d’Angiò concesse alla città di Capua la franchigia, ovvero il privilegio di svolgere una grande fiera annuale nel mese di dicembre della durata di nove giorni, quattro prima e cinque dopo la festività di Santo Stefano. Da allora la fiera, la cui predominanza commerciale era data dalla vendita di suini, si svolse nel mese di dicembre e in occasione delle festività natalizie, richiamando visitatori da tutta la Campania.

Capua - Chiesa di San Giuseppe fuori Porta Roma, incisione xilografica, tratta da "Le 100 città d'Italia" supplemento mensile illustrato del Secolo, Sonzogno ed., Milano, 1894

Dalla lettura della Storia civile della fedelissima città di Capua di Francesco Granata apprendiamo che nel luogo di svolgimento della fiera «vi era la famosa Chiesa di S. Terenziano, e con essa il famoso Cenobio de’ Cavalieri Templari, de’ quali, al dir di Michele Monaco, si truova essere stato l’anno 1283», nell’omonimo Borgo San Terenziano che esisteva dove ora sorge il rione noto come “Fuori Porta Roma”. Lì vi erano una chiesetta, un ospedale e un convento, che furono poi distrutti durante il XVI secolo perché ricoperti dalle fortificazioni spagnole. Sull’area dell’antica chiesetta dedicata a San Terenziano fu eretta, poi, la Chiesa di San Giuseppe (1762-1797).

La fiera svolta lungo la Via Appia nei pressi della Chiesa di San Giuseppe ha resistito fino al 1991, per poi essere stata sospesa a causa delle restrizioni sanitarie dovute al dilagare del virus della peste suina in atto in quel periodo. Pur con qualche tentativo di ripristino, la fiera da quel momento in poi è stata solo un dolce ricordo, al quale sono legate le immagini fisse nella mia memoria delle visite fatte da bambino insieme a mio padre e mio fratello.

Bibliografia