Festa dei Carabinieri. L’Arma in Terra di Lavoro

  • Storia

Il 5 giugno in tutta Italia si celebra la Festa dell’Arma dei Carabinieri. Anche se ai più è sconosciuta, questa data non rappresenta il giorno di fondazione dello storico corpo italiano, ma quello in cui la bandiera di guerra dell’Arma dei Carabinieri venne insignita della prima Medaglia d’Oro al Valor Militare, appunto il 5 giugno 1920. I Carabinieri infatti hanno una storia più antica. Il corpo nasce ufficialmente il 13 luglio 1814 con un editto del re di Sardegna Vittorio Emanuele I. La denominazione deriva appunto dalla carabina, arma in dotazione a questi militari. Lo scopo dell’Arma dei Carabinieri, oggi come allora, è duplice: da un lato l’aspetto tipicamente militare che li vide impiegati come truppa di fanteria e cavalleria nelle principali battaglie dell’armata sarda e dell’esercito italiano; dall’altro quello del mantenimento dell’ordine pubblico sul territorio, lavorando quindi a stretto contatto con la popolazione. In Terra di Lavoro le prime stazioni dell’Arma vennero istituite naturalmente dopo l’Unità d’Italia nel 1861, anche se l’appellativo “Carabinieri” non era del tutto una novità nella nostra provincia. Nel 1860 infatti il re Francesco II di Borbone, sovrano delle Due Sicilie, istituì un corpo di Carabinieri dopo lo scioglimento dei mercenari svizzeri. Questi furono aggregati alla Brigata del generale Von Mechel ed impiegati contro i garibaldini nella battaglia del Volturno dove diedero prova di valore in combattimento. Tornando però al periodo postunitario, fin da subito i vertici dell’Arma dei Carabinieri scelsero di istituire una divisione in Terra di Lavoro, tra l’altro zona ampiamente scossa dal fenomeno del brigantaggio. Dal 1861 al 1866 i Carabinieri nella nostra provincia furono guidati da ufficiali di origine settentrionale ovvero il Luogotenente Colonnello Giovanni Antonioli (1861-1865) e dal Maggiore Nobile Carlo dei Conti di San Martino di Strambino (1865-1866). Successivamente la guida dell’Arma in Terra di Lavoro venne affidata al Maggiore Giovanni Mezzacapo. La divisione in Terra di Lavoro, dipendente dalla 7° Legione Carabinieri Napoli, era divisa in tre Compagnie, ognuna delle quali formata da Tenenze.

Fanfara del Reggimento Carabinieri a Cavallo. Caserta, Parco Reale - 1998.
Fanfara del Reggimento Carabinieri a Cavallo. Caserta, Parco Reale - 1998.

COMPAGNIA CASERTA

Tenenza diretta (*): stazioni di Caserta, Aversa, Marcianise, Maddaloni, Arienzo, Cancello, San Felice, Succivo, Mignano e Trentola.

Tenenza di Nola: stazioni di Nola, Palma, Cicciano, Marigliano, Saviano, Acerra.

(*) Era definita diretta la Tenenza con sede nella stessa località del Comando Compagnia.

 

COMPAGNIA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

Tenenza diretta: Santa Maria Capua Vetere, Capua, Cancello Arnone, Pietramelara, Pignataro, Sparanise, Formicola.
Alla Tenenza diretta afferiva anche la sezione di Calvi comprendente le stazioni di Calvi, Teano e Caianiello.

Tenenza di Sora: Sora, Cervaro, Atina, Alvito, San Germano, Pontecorvo.
Alla Tenenza di Sora afferiva anche la sezione di Arpino comprendente le stazioni di Arpino, Arce e Roccasecca.

Tenenza di Piedimonte: Piedimonte, Alife, Gioia, Caiazzo, Alvignano e Capriata.

 

COMPAGNIA DI GAETA

Tenenza diretta: Gaeta, Formia, Fondi, Itri, Pico, Roccaguglielma, Fratte, Traetto.

Tenenza Sessa: Sessa, Roccamonfina, Marzano, Carinola e Ponza.

 

L’organigramma delle varie stazioni dell’Arma dei Carabinieri all’alba dell’Unità d’Italia ci restituisce un resoconto geografico che ci fa capire chiaramente come l’allora Terra di Lavoro fosse diversa dall’attuale provincia di Caserta. Infatti, oltre al sorano, del nostro organismo territoriale faceva parte tutta l’area di Gaeta e dei comuni limitrofi. Sono passati quasi 207 anni dalla fondazione, ma l’amore per l’Arma dei Carabinieri non si è mai attenuato, anzi si è rafforzato sempre di più. L’azione delle “Benemerita” oggi è fondamentale soprattutto, in tempo di pace, per l’azione di contrasto alla criminalità organizzata in una provincia delicata come la nostra. Al di là di questo però si può ben dire che l’Arma dei Carabinieri fa parte a pieno titolo della cultura italiana, basti pensare al racconto di Collodi “Pinocchio” o a fiction di successo come “Il Maresciallo Rocca”. I Carabinieri sono stati protagonisti della storia italiana e sono ancora oggi simbolo di speranza e rifugio contro le ingiustizie della società.

Bibliografia