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Caserta: Provincia monarchica

  • Storia

Il referendum di 75 anni fa – Brevi riflessioni ed elenco dei comuni della provincia di Caserta

A 75 anni dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, in cui vinse la Repubblica con il 54,3% dei voti contro il 45,7% per la Monarchia, e che ha rappresentato la prima consultazione politica nazionale in cui fu riconosciuto – con decreto legislativo luogotenenziale firmato da Umberto II – il diritto di voto anche alle donne, occorre fare qualche breve riflessione segnatamente sui risultati della provincia di Caserta.

Il Mezzogiorno rispose alla chiamata alle urne scegliendo la Monarchia e in particolare la Campania risultò essere la regione più monarchica d’Italia con il 76,5% di voti favorevoli. Caserta, invece, con ben l’83,1% si assestò come la seconda provincia d’Italia dopo quella di Lecce dove si registrò addirittura l’85%. In Campania seguirono le province di Napoli con il 77,6%, Salerno con il 75,1%, Benevento con il 71,7% e Avellino con il 69,2%.

Mappa dei risultati per provincia del Referendum istituzionale del 2 giugno 1946
Mappa dei risultati per provincia del Referendum istituzionale del 2 giugno 1946

In particolare, su 84 comuni che all’epoca formavano la neocostituita provincia di Caserta, in ben 32 si superò la soglia del 90% dei voti per il sovrano e, di questi, importanti centri come Teano, “città dello storico incontro” tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi, e Mondragone. I picchi più alti si registrarono, però, in 5 comuni dove si superò addirittura il 96%: Trentola, Letino, Rocchetta e Croce, Pignataro Maggiore, Camigliano.

Al contrario, in 11 comuni – anche se comunque con percentuali molto alte – non si riuscì a sfiorare il 70% per la Monarchia, mentre i risultati più bassi si rilevarono a Sant’Angelo d’Alife e San Potito Sannitico, rispettivamente con solo il 50,7% e il 54,1%. Occorrerebbe indagare sulle cause di un risultato così negativo, comparato al resto della provincia, per la Monarchia. Si può ipotizzare la presenza in questi due centri di personalità con una forte ascendenza che abbiano potuto indirizzare il voto, in una zona, come l’Alto casertano in cui la percentuale media dei voti monarchici superava abbondantemente l’80% in modo che questi due centri possono essere considerati come due vere e proprie isole.

Per quanto riguarda i comuni più popolosi e importanti della provincia, nel capoluogo si ebbe il 77,9% a favore della Monarchia, ad Aversa l’85,7%, a Maddaloni l’80%, a Capua il 75,1% e a Marcianise 67,5%. Tranne che per quest’ultima in cui forse influì una certa presenza socialista, il risultato delle altre quattro città riflesse evidentemente il particolare attaccamento di queste popolazioni in quanto storicamente centri che avevano visto nei secoli la permanenza dei sovrani.

Non vi è dubbio che nel voto monarchico del Sud si può ravvisare il retaggio di un’antica tradizione che rimanda non solo alla Casa Savoia, ma agli stessi sovrani Borbone, volendo con ciò esprimere la fedeltà all’istituzione monarchica in quanto tale, indipendentemente dalla dinastia regnante.

E così Terra di Lavoro, erede di una saldissima tradizione realista, nel referendum che decretò la fine della monarchia in Italia risaltò come la seconda provincia più monarchica d’Italia e la prima della Campania.

Bibliografia
  • 1946: La nascita della repubblica in Campania. Atti del Convegno di Studi presso l’Archivio di Stato di Napoli (11-12 dicembre 1996), Napoli 1997;
  • ISTAT, Elezioni per l’Assemblea Costituente e referendum istituzionale (2-6-1946), Roma 1948.
Referendum istituzionale del 2 giugno 1946: Risultati per Comune in Provincia di Caserta

Comune

% Monarchia

% Repubblica

Ailano

83,8

16,1

Alife

85,3

14,7

Alvignano

78,8

21,1

Arienzo San Felice

94,3

5,6

Aversa

85,7

14,3

Baia e Latina

91,3

8,6

Bellona

85,9

14

Caianello

90,8

9,1

Caiazzo

81,9

18,

Calvi Risorta

91,6

8,3

Camigliano

96,2

3,8

Cancello ed Arnone

89,4

10,5

Capriati a Volturno

88,8

11,1

Capua

75,1

24,8

Carinola

89,4

10,6

Casal di Principe

85

14,9

Caserta

77,9

22,

Castel Campagnano

92,5

7,4

Castel di Sasso

90,4

9,5

Castello d’Alife

87,5

12,4

Castel Morrone

95,8

4,1

Castel Volturno

87

12,9

Cervino

93,7

6,2

Cesa

78,2

21,7

Ciorlano

91,2

8,7

Conca della Campania

87,7

12,2

Dragoni

75,5

24,4

Fertilia

92,5

7,4

Fontegreca

92,7

7,2

Formicola

71

28,9

Francolise

92,9

7

Frignano

93,9

6

Gallo

76,7

23,2

Galluccio

81,5

18,4

Gioia Sannitica

82,6

17,3

Grazzanise

90

9,9

Letino

96,7

3,2

Liberi

62,4

37,5

Macerata Campania

62

37,9

Maddaloni

80

19,9

Marcianise

67,5

32,4

Marzano Appio

77,7

22,2

Mignano Monte Lungo

90,4

9,5

Mondragone

90

10

Orta di Atella

80,4

19,5

Parete

72,6

27,3

Piana di Caiazzo

91,9

8

Piedimonte d’Alife

63,4

36,5

Pietramelara

95,8

4,1

Pietravairano

84,4

15,5

Pignataro Maggiore

96,3

3,6

Pontelatone

86,2

13,7

Portico di Caserta

87,7

12,3

Prata Sannita

84,9

15

Pratella

69,1

30,8

Presenzano

89,2

10,8

Raviscanina

87,4

12,5

Recale

60,4

39,5

Riardo

81,4

18,5

Rocca D’Evandro

95,1

4,8

Roccamonfina

79,4

20,5

Roccaromana

69,5

30,4

Rocchetta e Croce

96,3

3,6

Ruviano

83,8

16,1

San Cipriano d’Aversa

91,2

8,7

San Gregorio

91,1

8,8

San Pietro Infine

93,4

6,5

San Potito Sannitico

54,1

45,8

Santa Maria a Vico

88,4

11,5

Santa Maria Capua Vetere

80,7

19,2

Santa Maria La Fossa

92,2

7,7

Sant’Angelo d’Alife

50,7

49,2

Sant’Arpino

64,3

35,6

Sessa Aurunca

77,5

22,4

Sparanise

89,4

10,5

Succivo

91,8

8,1

Teano

95,8

4,1

Tora e Piccilli

60,9

39

Trentola

96,9

3

Vairano Patenora

86,1

 13,8

Valle Agricola

91,3

8,6

Valle di Maddaloni

94,7

5,2

Villa Literno

89,3

10,6

Vitulazio

84,1

15,8


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