Il calcio a Caserta

  • Storia

La Casertana, passione rossoblù. Siamo agli inizi del Novecento, nel 1908 per l’esattezza, e a Caserta si discute di calcio, su come fondare una società. Come ci racconta Nando Santonastaso nel suo libro Cara Casertana «l’entusiasmo non manca ma occorrono soldi, e parecchi anche. Mimì Bluette non ci pensa su due volte: è per natura un generoso e dalla tasca tira fuori qualche lira dando inizio alla prima sottoscrizione popolare in favore del calcio in città». Di Mimì Bluette, cameriere del Circolo Nazionale di Piazza Margherita (oggi Piazza Dante), non si è mai saputo il vero nome ma alla sua generosa iniziativa si deve la nascita del calcio a Caserta.

Stemma della Casertana Football Club
Stemma della Casertana Football Club

Il primo campo di gioco fu la Reggia di Caserta e il primo nome scelto per la squadra cittadina fu Robur Caserta con il bianco e il nero come colori sociali. Dopo quattro anni venne costituita la US Volturno, con divise neroverdi e un grande scudetto sul petto rossoblù, a cui seguì nel 1921 l’Associazione Sportiva Ausonia, nata da una costola della prima società, che partecipò a vari tornei provinciali e regionali, restando però ancora fuori dal calcio nazionale.

Nel 1924, il 7 agosto, nasce ufficialmente l’Unione Sportiva Casertana con l’avvocato Marco Biggiero nominato primo presidente dei falchetti dai colori sociali rossoblù. Dopo un grande avvio, dove nel 1925 riesce a vincere 34 delle 36 amichevoli giocate nel corso della stagione (gli altri due incontri finiscono in parità), il 22 settembre 1926 la Casertana aderisce alla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) entrando nel calcio professionistico. La squadra viene iscritta al campionato 1926-27 di Seconda Serie Nazionale, ma dopo un buon inizio è esclusa dal torneo per “indegnità”, in seguito agli scontri avvenuti nella partita interna contro la formazione capitolina del Roman alimentati da un arbitraggio discutibile del direttore di gara. Dopo quell’avvenimento, nonostante l’ottenuta riammissione al campionato, la squadra da lì a poco entrò in crisi finanziaria non riuscendo ad scriversi al campionato successivo, lasciando Caserta senza squadra per alcuni anni.

Nel 1937 fu costruito lo Stadio Alberto Pinto, dove ancora oggi la squadra disputa le proprie gare, che segna la rinascita dei falchetti.

Dopo anni passati fra gioie e dolori, sul finire degli anni ’70 arriva la grande svolta. La Casertana comincia la sua lunga rincorsa alla promozione in Serie B, che sembra arrivare nella stagione 1968-69. Ma qualcosa va storto. I rossoblù del presidente Giuseppe Moccia vincono il campionato di Serie C, ma in seguito ad un tentativo di “combine” denunciato dal Taranto alla squadra fu tolta la gioia della prima Serie B della sua storia. La decisione dà il via alla “Rivolta del Pallone”: la giunta comunale di Caserta, riunitasi d’urgenza, invitò «la cittadinanza a manifestare con tutti i mezzi consentiti lo sdegno e la protesta più viva avverso il grave e farsesco provvedimento di cui si chiede l’annullamento», a cui seguì un vero e proprio assedio cittadino da parte dei tifosi che fece tanto clamore in tutta Italia… ma oramai la Serie B era persa.

Fu, però, questa solo una gioia rimandata, perché un anno dopo arrivò la tanto attesa promozione in Serie B, arrivata dopo più di 60 anni di storia rossoblù. Purtroppo la gioia di calpestare i campi della Serie B durò solo un anno, poiché la squadra fece subito ritorno in Serie C.

Bisognerà aspettare il campionato 1990-91, con il presidente Enzo Cuccaro, per riconquistare la tanto attesa serie cadetta a suon di gol del bomber Salvatore Campilongo.

La formazione della Casertana che conquistò la Serie B nel 1990-91

La Serie B per la Casertana durò nuovamente un solo anno, nonostante una formazione fatta di tanti calciatori che da lì a poco avrebbero contribuito alla fortuna di tante quadre di Serie A.

Al termine dell’anno successivo l’Unione Sportiva Casertana fallì e al suo posto nacque la Casertana Football Club, per arrivare al giorno d’oggi con alti e bassi fra i campionati dilettanti e professionisti.

Nonostante tutto, nel cuore dei casertani l’amore per i falchetti non è mai mutato. Chissà, un giorno si potrà avverare il sogno della Serie A e giocare il derby tra il Napoli e la Casertana. E poi vinca il migliore!

Bibliografia