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Onofrio Buccini, gloria artistica di Terra di lavoro

  • Arte

La provincia di Terra di Lavoro ha dato, nei secoli, i natali a personalità che, nel corso della loro esistenza, hanno dato un contributo fattivo alla vita civile e religiosa. Anche l’arte (civile e sacra) nelle sue forme più variegate ha reso più tangibile, fino ai nostri giorni, la memoria passata. L’arte sacra, in particolar modo, ha avvicinato maggiormente le popolazioni a ciò che non è tangibile ad occhio nudo, ma lo è attraverso il cuore e lo spirito. Ognuno di noi possiede un talento, sta a noi però, saperlo mettere a frutto specialmente a vantaggio della collettività. Senza alcun dubbio, Onofrio Buccini, attraverso la sua arte, plasmata soprattutto attraverso l’arte scultorea, ha saputo mettere a frutto il suo grande talento figuristico, producendo opere che, certamente, ancora oggi possono ritenersi vanto della nostra amata provincia.

Onofrio Buccini nacque il 18 dicembre 1825 a Marcianise, «ricca città colonica – come affermerà nella sua autobiografia – popolata di circa 20.000 abitanti i quali se non posseggono esercitano commercio, godono pertanto per la fertilità dei campi, e l’abbondante raccolta d’una discreta agiatezza», dall’unione tra il veterinario Raffaele e Maddalena Amato, originaria della vicina Capodrise. Si può dire che Buccini fin dalla tenera età ebbe una certa propensione all’arte perché, secondo quanto riportato da Salvatore Costanzo nella sua monografia, accompagnato dal padre presso la chiesa degli alcantarini in Marcianise (San Pasquale), il piccolo Onofrio rimaneva estasiato nell’ammirare le non poche pitture sacre, tanto che al ritorno a casa «si dilettava a disegnare col carbone santi e diavoli sulle pareti domestiche».

Onofrio Buccini (Marcianise 1825 - Napoli 1896)

Divenuto più grande, Onofrio Buccini ebbe la possibilità di poter mettere a frutto il suo estro artistico frequentando l’Accademia di Belle Arti di Napoli, frequentazione che fu possibile, da un punto di vista economico, grazie ad un sussidio erogato dalle autorità civili dell’epoca. Buccini ebbe una particolare propensione soprattutto per la scultura, in un periodo alquanto florido come quello neoclassico. Le opere scultoree del Buccini, non a caso, risentirono delle influenze del celebre Antonio Canova. Egli, tuttavia, operò in un periodo florido per quanto riguardava le arti figurative della seconda metà dell’Ottocento. Fu il periodo in cui a Napoli, ormai ex capitale del Regno delle Due Sicilie, mettevano in gioco il loro talento importanti personalità artistiche come: Antonio Calì, Gennaro Calì, Tito Angelini, Tommaso Solari, Vincenzo Gemito, Francesco Saverio Citarelli, quest’ultimo impegnato principalmente nella produzione di sculture lignee sacre.

C’è da dire, senza alcuna smentita, che la produzione artistica di Onofrio Buccini può ritenersi davvero notevole. Si tratta, per la maggiore, di opere di stampo civile e davvero poche di stampo sacro. A Marcianise, città che gli diede i natali, nella piazza antistante la monumentale chiesa dell’Annunziata, si erge il monumento scultoreo dedicato alla Carità. L’opera venne commissionata nel 1871 da parte dell’Amministrazione comunale marcianisana guidata all’epoca dal sindaco Nicola Gaglione. Buccini in un primo momento pensò di ispirarsi all’immagine della Vergine con in braccio il Figlioletto dormiente e con ai piedi un altro bambino. Poi, però, si rese conto che sarebbe stato opportuno rendere più tangibile il nobile gesto della Carità cristiana, raffigurando così una donna mentre porge ad un indigente un pezzo di pane.

La Carità, 1871, Marcianise. Opera di Onofrio Buccini

Un ulteriore opera scultorea che ha reso celebre Onofrio Buccini fu il monumento dedicato all’architetto Luigi Vanvitelli eretto nella ex piazza del mercato in Caserta. L’opera, commissionata dal Comune di Caserta, venne inaugurata nel 1879 e rappresenta, appunto, l’architetto Vanvitelli mentre con la mano indica la direzione in cui ubicata la sua opera di maggior ingegno, la Reggia di Caserta. Le qualità di Buccini vennero, in qualche modo, premiate il 2 maggio 1879 e cioè quando lo scultore, per meriti artistici, venne nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.

Altre opere di Onofrio Buccini, disseminate in località diverse della provincia casertana, sono: il monumento funebre del vescovo Enrico De Rossi collocato nella cattedrale di Caserta; la fontana con i delfini presente nel giardino del Real Convitto e Orfanotrofio della Madonna delle Grazie in San Nicola la Strada; il monumento funebre del canonico Giovan Battista Novelli nel Cappellone municipale del cimitero di Marcianise. Fuori provincia: la statua della sirena Partenope ubicata a Napoli in piazza Sannazaro.

L’unica opera, al momento certa, di stampo religioso e del tipo statua a manichino vestito è la Madonna del Carmelo, oggetto di una profondissima devozione da parte del popolo capodrisano. La scultura, conservata nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo, venne solennemente benedetta dal vescovo di Caserta monsignor Enrico De Rossi nel 1885.

In realtà, anche il figlio di Onofrio, Umberto Buccini, seguì le orme artistiche del padre. Sicuramente meno noto, tuttavia Umberto ha lasciate tracce della sua vocazione artistica, come per esempio quando nel 1895 realizzò per la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo in Capodrise una statua del tipo a manichino raffigurante san Luigi Gonzaga. Oppure quando nel 1907 realizzò per la cappella funeraria della famiglia Silvagni nel cimitero di Casagiove, un medaglione ad altorilievo raffigurate proprio la sagoma del sindaco Pasquale Silvagni, il quale era riuscitissimo «per somiglianza e nobile espressione, nel gesto e nello sguardo semplice, austero, rigido, quale Egli era stato nell’anima».

In conclusione, dopo aver vissuta una vita costellata di successi, in campo lavorativo, così come di fatiche dedicate all’arte, Onofrio Buccini cessò di vivere a Napoli, il 27 dicembre 1896.

Bibliografia
  • Salvatore Costanzo, Onofrio Buccini e la scultura napoletana dell’800, Napoli 1993;
  • Salvatore Costanzo, Marcianise. Urbanistica, architettura ed arte nei secoli, Napoli 1999;
  • Aa. Vv., Capodrise. Guida storico artistica, Capodrise 1997.

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