Carlo di Borbone entra trionfalmente a Napoli

  • Storia

Sua Maestà Carlo di Borbone, a cui è indissolubilmente legato il Real Palazzo di Caserta, nacque in Spagna, nella capitale Madrid il 1716, dal re Filippo V e da Elisabetta Farnese, principessa di Parma e Piacenza. Prima dell’avvento borbonico nel Regno napoletano, come è noto, questo era un vicereame governato prima dagli spagnoli, poi dagli austriaci. La conquista da parte di Carlo di Borbone avvenne proprio al tempo della dominazione austriaca di Carlo d’Asburgo, nell’ambito della guerra di successione polacca (1733–1738). Furono soprattutto le pressioni della madre a far sì che il figlio Carlo marciasse, senza esitazione, alla volta dei territori del Regno di Napoli e di Sicilia. Entrava, così, trionfalmente il 10 maggio 1734 a Napoli e, come tramandano le testimonianze dell’epoca, l’evento apparve straordinario: «Il corteo reale entrò in città da Porta Capuana, sfilando lentamente per dar modo al popolo festante di vedere e acclamare il suo re». Cinque giorni dopo, il 15 maggio, re Filippo V di Spagna investì il figlio Carlo come sovrano del Regno di Napoli. Soltanto il 25 maggio 1734, però, a seguito della battaglia di Bitonto, le truppe spagnole ottennero una schiacciante vittoria sulle truppe austriache, portando definitivamente il Regno di Napoli sotto il dominio dei Borbone. Questo evento andava, senza dubbio, a sancire la rinascita di un Regno, sotto la dinastia borbonica, la quale regnò sul Meridione fino al 1860.

Stemma araldico di Carlo di Borbone

Il Regno carolino è particolarmente ricordato per diversi fattori. In primis, da buon monarca “illuminato”, optò per una politica in un certo senso “aperta”, guardando alle più grandi potenze del Vecchio Continente, riuscendo a far emergere la capitale, Napoli. Senza dubbio, però, quando Carlo prese in mano le redini del più vasto regno peninsulare, si trovò di fronte ad una situazione non del tutto prospera, per quanto riguardava la pressione fiscale. A quest’ultimo proposito, re Carlo cercò di porre rimedio tramite la formazione del cosiddetto Catasto Onciario per ogni comune del Regno. Altro tassello importante nella vita civile e politica del periodo carolino fu il Concordato stipulato nel 1741 con la Santa Sede, il quale prevedeva l’abolizione, in qualche modo, degli antichi privilegi feudali del clero e della nobiltà. Il regno di Carlo, inoltre, fu protagonista di uno sviluppo culturale, specialmente nel campo delle arti figurative e dell’architettura, prendendo come esempio più lampante lo straordinario Palazzo Reale di Caserta, progettato dal celebre architetto Luigi Vanvitelli, di cui la posa della prima pietra ebbe luogo il 20 gennaio 1752. Certamente l’opera ingegneristica più geniale che caratterizzò questo periodo fu la costruzione dell’Acquedotto Carolino, i cui lavori iniziarono nel 1753, ma che il re non riuscì a vedere ultimati. Re Carlo regnò a Napoli per ben 25 anni, dal 1734 al 1759, quando poi, a causa della dipartita del padre Filippo V, dovette tornare in Spagna, dove regnò fino alla sua morte avvenuta nel 1788.

Bibliografia
  • Aa. Vv. Le vite di Carlo di Borbone. Napoli, Spagna e America, Napoli 2018.
  • Michele De Sangro, I Borboni nel Regno delle Due Sicilie, Como 1884.
  • Aa. Vv., I Borbone di Napoli: una grande dinastia, Napoli 2012.