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Il beato Pio IX e Terra di Lavoro

  • Storia

Tra i pontefici, che la storia contemporanea ha ingiustamente additato come colui che rallentò il processo di unificazione nazionale italiana, ricordiamo Pio IX, al secolo Giovanni Maria Mastai – Ferretti, nato a Senigallia (prov. di Ancona) nel 1792 e proclamato Beato dalla Chiesa soltanto nel 2000. Eletto Sommo Pontefice il 16 giugno 1846, governò lo Stato Pontificio in un periodo storico assai turbolento: il Risorgimento scandito dalle tensioni sociali che, nel 1848, indussero il pontefice a concedere la Costituzione, sulla scia del vicino Regno delle Due Sicilie, e che poi nel 1849 portarono alla formazione della Repubblica Romana, la quale però ebbe breve durata.

Nel 1870, invece, Pio IX assistette alla definitiva caduta dello Stato Pontificio con l’annessione di Roma al nuovo Regno italiano a seguito della ben nota “breccia di Porta Pia”. La storia, infatti, ricorda il beato Pio IX come l’ultimo papa-re. L’elezione sul trono petrino di Pio IX ci ha indotto a ricordare, in maniera particolare, le visite che il pontefice fece, in diverse occasioni, in Terra di Lavoro. Nel 1848, a seguito dei primi moti risorgimentali, Pio IX per non scendere a patti con coloro che pretendevano la formazione del nuovo governo, partì frettolosamente da Roma in direzione Gaeta, all’epoca facente parte del Regno delle Due Sicilie, e per passare inosservato optò per un vestiario da semplice sacerdote.

Papa Pio IX
Papa Pio IX

Il periodo della residenza di papa Mastai – Ferretti a Gaeta risulterà fondamentale per quella che poi sarà la proclamazione del Dogma dell’Immacolata Concezione (1854) attraverso la Bolla Ineffabilis Deus. Pio IX, infatti, iniziò a maturare il dogma sulla verità dell’Immacolato Concepimento di Maria Vergine, la quale sin «nel primo istante della sua concezione, fu preservata da ogni macchia di colpa originale, tutta bella e perfetta», raccogliendosi spesso in preghiera nella celebre Cappella d’oro inglobata nella maestosa chiesa dell’Annunziata della città marinara, dove appunto è conservato un pregevole dipinto risalente al XIV secolo, raffigurante proprio la Vergine Immacolata.

Nel corso dell’esilio, Pio IX visitò anche a Capua e Caserta. In particolare, il 15 ottobre 1849 il papa giunse a Caserta tramite la ferrovia e ad accoglierlo non solo c’erano il re Ferdinando II di Borbone con la consorte Maria Teresa d’Asburgo, ma anche una folla immensa giunta per rendergli omaggio. Dopo una sosta nella Cappella Palatina, il pontefice si affacciò dal balcone centrale del Real Palazzo impartendo la sua paterna benedizione sulla folla accalcatasi e sulle guarnigioni militari schierate.

La seconda visita del pontefice a Caserta ebbe luogo il 7 novembre 1849 e, addirittura, in occasione del Natale di quello stesso anno, Pio IX pernottò anche nella Reggia, nell’appartamento che fu di Gioacchino Murat, e celebrò nella Cappella Palatina la messa della Notte Santa. Al termine dell’esperienza repubblicana romana, e una volta ristabilita la calma, nel 1850 Pio IX, dopo aver ricevuti i giusti onori da parte delle Autorità Locali, il 5 aprile fece ritorno a Roma.

Il beato Pio IX, spirò la sua anima al Cielo nel 1878 e, per sua volontà, la sua salma venne tumulata nella basilica romana di San Lorenzo al Verano, dove tutt’oggi riposa, in attesa della sua solenne canonizzazione.

Bibliografia
  • Giuseppe Cionchi, Il Pio IX nascosto, Camerata Picena 2000;
  • A.a V.v., I Papi a Capua tra cronaca e storia, Pozzuoli 1992;
  • Vitaliano Rossetti, Storia religiosa di Caserta durante il regime borbonico, Caserta 1960;
  • Antonio Salvatore Romano, I Papi a Caserta in età moderna e contemporanea, in Quaerite numero speciale Le Visite apostoliche di Papa Francesco a Caserta, Caserta 2014.

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